venerdì 30 aprile 2010

1° MAGGIO - FESTA DEI LAVORATORI


Sono usciti i dati ISTAT sull'occupazione. A marzo, da quando ha avuto inizio la crisi, a metà 2008, sono stati persi 981 mila posti di lavoro. I disoccupati sono circa 2 milioni 200 mila, 740 mila in più nello stesso periodo. Il tasso di disoccupazione è all'8,8%

sabato 24 aprile 2010

Il 25 aprile, un giorno per coltivare sentimenti di libertà


di Graziano Esposito

Il 25 aprile 1945 i partigiani liberano Milano dall’occupazione dei nazisti e dai fascisti. La popolazione civile insorge e vaste zone dell’Italia settentrionale - e molte città - sono liberate prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane che, dopo aver superato l’ultimo ostacolo della Linea Gotica in Toscana, incalzano le truppe tedesche in ritirata nella pianura Padana.

All’inizio dell’insurrezione di Milano Benito Mussolini è ancora in città e, di fronte al precipitare degli eventi, tenta di concordare col Comitato di Liberazione Nazionale una resa onorevole.

Non trovando le condizioni per un accordo, Mussolini decide di fuggire. Travestito da soldato tedesco e sotto la scorta delle SS, cerca di raggiungere la Svizzera (col progetto di riparare poi in Spagna, ancora governata dal generale Franco). Giunto nei pressi della frontiera, però, a causa delle difficoltà di superare il confine, il gruppo si unisce a un distaccamento tedesco in ritirata.

A Dongo il dittatore è riconosciuto e catturato da un gruppo di partigiani. E’ l’ultimo atto del ventennio fascista.

La ricostruzione delle ultime ore di vita del duce e le circostanze della sua esecuzione sono ancora oggi al centro di un acuto dibattito storiografico che non ha ancora chiarito molti dettagli sulla fine di Mussolini. Secondo la versione ufficiale egli è subito fucilato per ordine del CLN, insieme all’amante Claretta Petacci che l’ha seguito nella fuga.

 Il 29 aprile i loro corpi sono esposti, insieme con quelli di altri gerarchi, in Piazzale Loreto a Milano, appesi a testa in giù alla tettoia di un distributore di benzina, nello stesso luogo dove in precedenza erano stati trucidati e ammucchiati i corpi di quindici partigiani.

 Il 25 aprile è un giorno che non possiamo permetterci di dimenticare, non possiamo acconsentire che diventi un giorno come tutti gli altri. L’eredità spirituale di quelle giornate deve essere una fonte inesauribile, dove abbeverare la nostra esigenza di libertà. Il sacrificio di milioni di morti deve essere il sigillo indelebile della nostra unità nazionale.

Come dimenticare le stragi nazifasciste sparse per tutto il territorio italiano; quella di Pietransieri, forse la più significativa per il popolo  abruzzese avvenuta il 21 novembre 1943 dove le vittime furono 128 e tra esse 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese. Oppure la strage di Sant’Agata a Gessopalena quando nel 1944 i tedeschi uccisero quarantadue persone, soprattutto donne e bambini.

La nostra memoria deve combattere contro l’oblio della storia o peggio contro chi questa storia la vuole disconoscere.

La libertà non è un bene che si acquisisce una volta per sempre ma una lenta conquista giornaliera.

Il 25 aprile un giorno per coltivare sentimenti di libertà.



mercoledì 31 marzo 2010

DIAMO UN SENSO ALLA PASQUA


VOGLIAMO IMPEGNARCI  AFFINCHE’ GLI AUGURI DI PASQUA NON SI RIDUCANO AD ATTEGGIAMENTI CORTESI MA VELATI DI IPOCRISIA.

VOGLIAMO AUGURARVI UNA PASQUA NON VUOTA E RIDOTTA A PURO MATERIALISMO,

IL CUI SENSO POSSA RESTITUIRE SIGNIFICATO ALLA NOSTRA VITA,

CHE POSSA ESSERE MOTIVO DI SPERANZA NEL PRESENTE E NELLA VITA FUTURA,

CHE CONSEGNI LA PACE DENTRO IL CUORE DI OGNI UOMO,

CHE SIA MOTIVO DI CONCORDIA E RISCOPERTA DEL BENE COMUNE.

IL CRISTO CHE HA SCONFITTO LA MORTE POSSA PARLARE NEL CUORE DI OGNI PERSONA.

mercoledì 24 marzo 2010

Uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico

di Graziano Esposito

Il convegno su Aldo Moro con la figlia Maria Fida, avvenuto venerdì 19 marzo 2010 a Ripa Teatina presso l'Auditorium Comunale, è stato la realizzazione di un piccolo miracolo popolare.

Mentre era descritta l’esistenza viva di Moro, con la sua famiglia, con i suoi pochi amici e con gli studenti, si raffigurava nella sala la presenza di un uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico.

Queste parole usate da Paolo VI durante la messa di suffragio per la morte di Moro, descrivono nella maniera più compiuta la figura dell’uomo che, come dice Maria Fida, non deve essere ricordato per un corpo chiuso in un bagagliaio di una macchina, ma per la sua statura morale e limpido esempio di politico dedito con tutto il cuore alla realizzazione del bene comune.

L’incontro, preceduto dalla proiezione del film “ La verità negata” che ha cercato di porre degli interrogativi sui giorni del sequestro e l’assassinio dello statista democristiano, si è sviluppato sulla narrazione di Maria Fida.

Ella, oltre  che raccontare, ha letto pagine del suo ultimo libro "Nuvole rosse sulla trincea invisibile", belle, nette e tracimanti di dolore inesauribile che ha segnato e segna ancora la sua esistenza da quel maledetto 14 marzo1978.

A certificare la bontà dell’incontro è stata la testimonianza di molti presenti che si sono avvicinati per ringraziare della qualità del tempo trascorso insieme dove emozioni e suggestioni si sono succeduti con ritmo progressivo e incalzante.

Il buon successo dell’iniziativa farà da sprono per altri e più coinvolgenti incontri.


martedì 9 marzo 2010

A TUTTE LE FAMIGLIE DI RIPA TEATINA

DA ALCUNI GIORNI VIENE RECAPITATA AI CITTADINI DI RIPA TEATINA UNA LETTERA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CON L’INTENTO DI SPIEGARE L’AUMENTO DELLA TASSA SMALTIMENTO RIFIUTI SOLIDI URBANI (TARSU).
NELLA LETTERA DEL SINDACO, CON MALCELATO FASTIDIO, DICHIARA DI VOLER FARE CHIAREZZA UNA VOLTA PER TUTTE, MA NONOSTANTE IL NOTEVOLE IMPEGNO DEL PRIMO CITTADINO NON SONO CHIARE ALCUNE COSE.
SUL GIORNALE DEL SINDACO “RIPARLIAMONE” DEL 2008 N.1, SI AFFERMA CHE, POICHE’ LA DISCARICA DI FARA FILORUM PETRI STAVA PER CHIUDERE, CON IL CONSEGUENTE AUMENTO DEL COSTO DELLO SMALTIMENTO, OCCORREVA INIZIARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, SEMPRE SU “RIPARLIAMONE” DEL 2008 N.3, AD UN MESE DALL’INIZIO DELLA RACCOLTA PORTA A PORTA, SI ESALTAVA IL SUCCESSO DELLA DIFFERENZIATA E SEMPRE SU “RIPARLIAMONE” AL N.1 DEL 2009, SI COMUNICA CHE SOLO IL 25% DEI RIFIUTI ANDAVA IN DISCARICA.
COSI’ SI SCRIVEVA NELL’ULTIMA EDIZIONE DI “RIPARLIAMONE”: ANCHE SE PER IL MOMENTO NON AVREMO VANTAGGI ECONOMICI SULLA BOLLETTA... ...CONTINUANDO CON TALE PAZIENZA, DINAMICA E LABORIOSA COOPERAZIONE, GLI ECOVANTAGGI (ECONOMICI ED ECOLOGICI) NON TARDERANNO.
DUNQUE, UNA VOLTA CHE ABBIAMO CAPITO CHE LA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI FARA FILORUM PETRI NON C’ENTRA CON L’AUMENTO, UNA COSA NON ABBIAMO CAPITO: SE C’ERANO TUTTI I PRESUPPOSTI PER ABBASSARE LA TARSU COME MAI E’ AUMENTATA DEL 36%?
FORSE E’ TROPPO ONEROSA LA DITTA CHE GESTISCE LA RACCOLTA? SE E’ COSI’, COME MAI E’ STATO PROROGATO IL SERVIZIO ALLA STESSA DITTA PER ALTRI ..... ANNI SENZA INDIRE UN NUOVO APPALTO?

LE ALTRE DOMANDE CHE I CITTADINI VORREBBERO PORRE PER COMPRENDERE MEGLIO IL COSTO DEL PROPRIO SENSO DI RESPONSABILITÀ:
- COME MAI SE TUTTO ERA GIÀ PREVISTO, SI PAGA DI PIÙ ORA CHE LO SMALTIMENTO DELL'INDIFFERENZIATO È IL 25% A FRONTE DE 100% DELL'ANNO PRECEDENTE?
- PERCHÉ NON SI ACCENNA AD EVENTUALI ENTRATE DAGLI ACCERTAMENTI CATASTALI?
- PERCHÈ NON SI ACCENNA A QUANTO SI RICAVA DAL 75% DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA?
- È STATO FATTO UNO STUDIO PER MIGLIORARE ULTERIORMENTE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA?
- È STATA FATTA UN INDAGINE PER CAPIRE COME MAI ALCUNI COMUNI LIMITROFI PAGANO UNA TASSA DI GRAN LUNGA INFERIORE A RIPA TEATINA?

ECCO, QUESTI SONO ALCUNI QUESITI CHE I CITTADINI HANNO IL DIRITTO DI PORRE ALL'AMMINISTRAZIONE, MAGARI CON UN'INCONTRO PUBBLICO E NON CON UNA LETTERA CHE SPIEGA POCO E NIENTE E CHE, NEL RISPETTO DELL'AMBIENTALE, CONTRIBUISCE AD AUMENTARE I COSTI A CARICO DEI CITTADINI, COME NON È NEANCHE GIUSTO PER IL MOMENTO DI CRISI GENERALE, TENUTO CONTO CHE GLI SPRECHI DI DENARO IN QUESTO MOMENTO SUONANO OFFENSIVI RISPETTO A CHI HA PERSO IL LAVORO ED È IN CASSA INTEGRAZIONE, A CHI HA DIFFICOLTÀ CON LA PROPRIA IMPRESA, A CHI NON ARRIVA ALLA TERZA SETTIMANA CON LO STIPENDIO, AVERE LA PRETESA CHE SPENDERE QUALCHE EURO IN PIÙ AL MESE SIA UN SACRIFICIO SOSTENIBILE.

PROPRIO IL SINDACO, NELL'ULTIMA EDIZIONE DEL SUO GIORNALE RIPARLIAMONE, IN UN'ARTICOLO DAL TITOLO "UN'OCCASIONE DI CONFRONTO DEMOCRATICO PERSA", ELOGIAVA I PROPRI PRINCIPI ETICI E MORALI ACCUSANDO ALTRI DI "MANCANZA DI RISPETTO" VERSO I CITTADINI, INFATTI, NE È DIMOSTRAZIONE PROPRIO IN QUESTA OCCASIONE COME VIENE GESTITO IL PROGRAMMA ELETTORALE ATTENTO A COGLIERE E SODDISFARE LE ESIGENZE DEI CITTADINI CON IL MASSIMO DELLA TRASPARENZA.

E' in gioco la democrazia

di Giustino Zulli

Nel corso degli ultimi dieci giorni si sono verificati due avvenimenti che considero vergognosi e di particolare gravità per la nostra democrazia e che dimostrano ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno, qual è il livello di arroganza a cui si può arrivare quando si hanno in mano le leve del potere.

Il primo: in Lombardia e Lazio le liste del PdL non sono state presentate a norma delle leggi in vigore e hanno rischiato l'esclusione dalla campagna elettorale? Niente paura perchè c'è sempre un Consiglio dei Ministri disposto ad emettere un decreto interpretativo "ad listam" per consentire a chi fa carta straccia di leggi e regolamenti di farla franca. In precedenti elezioni amministrative, molte liste non sono state ammesse perchè presentate fuori dalle norme che regolano la materia. Sono forse stati assunti provvedimenti riparatori? No, perchè a commettere gli errori sono stati gli esponenti dei partiti di centrosinistra. Anche nella Provincia di Chieti ci sono stati casi analoghi ma nessuno, da destra, ha invocato il sacro diritto alla competizione. In diversi Comuni hanno vinto le destre per mancanza di liste alternative. Mi sono chiesto spesso, in questi ultimissimi giorni, cosa avrebbe fatto il Governo se a presentare le liste in ritardo o in difetto fossero stati gli esponenti del centrosinistra e mi sono risposto da solo: non ci sarebbero stati provvedimenti a sanatoria come non ce ne saranno, probabilmente, per le liste che hanno avuto qualche problema come a Chieti quella presentata dal candidato Sindaco Giustino Angeloni perchè il decreto interpretativo si riferisce alle sole elezioni regionali di Lazio e Lombardia. Questi fatti dimostrano ancora una volta, come nella "Fattoria degli animali" di George Orwell, che anche se è vero che "tutti gli animali sono uguali", ci sono sempre alcuni animali, nella fattispecie i maiali, "più uguali degli altri".

Il secondo, purtroppo con la sordina dei grandi mezzi di informazione scritta e parlata, ha sferrato un altro durissimo attacco ai diritti dei lavoratori dipendenti con la manomissione dell'articolo 18 della Legge 300 del 20 maggio 1970, più conosciuta probabilmente come lo "Statuto dei diritti dei lavoratori". Le destre, in verità, ci avevano già provato nel 2002 a mettere la museruola ai lavoratori dipendenti e il golpe non riuscì solo perchè, da sola, la Cgil portò al Circo Massimo di Roma, il 23 marzo, oltre tre milioni di persone per manifestare la sua contrarietà. Oggi, con un sindacato diviso per responsabilità di Cisl e Uil che oramai stanno condividendo tutto ciò che propone loro l'attuale Governo, una dfficile crisi economica e occupazionale, una montagna di richieste di cassa integrazione guadagni e mobilità, il Governo Berlusconi, così pronto a soddisfare le richieste degli evasori con i ridicoli scudi fiscali che offendono chi paga correttamente le tasse, continua la sua sitematica demolizione del diritto del lavoro e sconcerta che Cisl, Uil e anche Ugl, sempre così pronte a lottare contro i Governi Prodi, abbiano messo la coda tra le gambe alla faccia della sempre conclamata-a chiacchiere-autonomia del movimento sindacale.

Questi due gravissimi e vergognosi avvenimenti debbono trovare la più ferma risposta di tutti i democratici, dei lavoratori e pensionati che dovranno partecipare in massa allo sciopero generale di venerdì 12 marzo -che in Provincia di Chieti sarà caratterizzato da una manifestazione sindacale che si svolgerà ad Ortona- e alla giornata di protesta organizzata da diversi partiti di opposizione sabato 13 a Roma.

E' in gioco la democrazia e il Governo Berlusconi sta facendo prove di regime. Per sconfiggere queste vocazioni autoritarie, partecipiamo in massa alle manifestazioni del 12 e 13 marzo ma sopratutto, il 28 e 29 marzo, votando per i partiti di centrosinistra, facciamo abbassare la cresta a tutti i reazionari del Paese. Ne va del nostro futuro e di quello delle nuove generazioni.

venerdì 5 marzo 2010

Eroi, le vittime della mafia

di Francesca Visco (16 anni)

Come pensate che sia un eroe? Come Ercole, grande mito della mitologia greca? Oppure uno dei vostri miti del calcio, come Ronaldinho? Secondo noi, eroe è chi combatte ogni giorno per le cause del nostro paese, che si occupa di noi, che non ha paura di niente e di nessuno... Chi combatte contro il problema della mafia, per la libertà della Repubblica, per il bene dell'Italia.

Questo tema è molto delicato perchè dobbiamo dire che a volte proprio il rispetto della legalità sembra oggetto di una sottovalutazione da parte di noti esponenti delle istituzioni che dovrebbero essere i primi ad insegnare questo valore ai giovani ed ad osservarlo.

Lo stato ha alzato notevolmente il livello della lotta contro la mafia. Ricordo ancora gli anni in cui i mafiosi erano davvero a piede libero perchè lo Stato non perseguiva con decisione e tranquillamente il mafioso bivaccava al bar, all'angolo di casa sua, mentre ufficialmente era latitante. Oggi non è più così: da diversi anni, sotto vari governi, c'è stata una decisa svolta nella lotta contro la mafia da parte dei Carabinieri e della Magistratura. Certamente Falcone e Borsellino sono stati gli antesignani di questa svolta e hanno pagato con la vita.

Loro hanno bisogno del nostro rispetto; sono caduti per la libertà della Repubblica. Così come per quelli del terrorismo deve essere istituita una giornata per ricordarli.

Da "La Voce del Gonzaga" periodico del Liceo I.Gonzaga di Chieti ed.2009/2010 (Parole di legalità)

domenica 21 febbraio 2010

Una Raccolta di.... Delusioni

Poco più di un anno fa abbiamo iniziato la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

Con enfasi ci hanno raccontato che essa era necessaria, oltre che per motivi strettamente ecologici, per ridurre i costi dello smaltimento.

Non sarebbero tardati vantaggi economici per le famiglie di Ripa Teatina.

Questo legittimo intento era ribadito anche nell'ultimo numero del giornale del Sindaco "RIPARLIAMONE".

I cittadini Ripesi, con meritevole impegno, hanno differenziato il 75% dei rifiuti.

Come premio per l'impegno, l'Amministrazione comunale ha aumentato del 36% la tassa sullo smaltimento.

Come mai nei paesi vicini la tassa è rimasta invariata o addirittura diminuita mentre per noi arriva una stangata?

Dopo l'attivazione della raccolta differenziata, l'Amministrazione Comunale di Crecchio ringraziava i cittadini che hanno consentito un risparmio di 17.000,00 euro e preannuncia per il 2010 una sensibile riduzione delle tariffe dei rifiuti. (Come da comunicato allegato pubblicato dell'Amministrazione Comunale di Crecchio)

Dopo l'attivazione della raccolta differenziata, l'Amministrazione Comunale di Ripa Teatina ringrazia i cittadini, che hanno raggiunto le stesse quote percentuale di quelle di Crecchio, aumentando la tariffa dei rifiuti per il 2010 del 36%!!!!!!

Noi chiediamo che l'Amministrazione Comunale di Ripa Teatina riveda urgentemente l'aumento della TARSU.

(Consegnata al Gruppo di Minoranza in data 20 febbraio 2010)

martedì 9 febbraio 2010

10 febbraio, il giorno del ricordo



Il Giorno del ricordo rappresenta un’opportunità per ricordare i drammatici eventi prodotti da nazionalismi esasperati che si sono replicati negli anni e sotto i diversi regimi. Istituito nel 2004 al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati. La ricorrenza del 10 febbraio fu scelta per ricordare il giorno del 1947 in cui fu firmato a Parigi il trattato di pace tra l’Italia e le nazioni vincitrici della Seconda Guerra mondiale. La vicenda delle foibe è stata a lungo trascurata nel dopoguerra italiano per i convergenti interessi di governo e opposizione del tempo. Ma ciò che avvenne durante e alla fine della seconda guerra mondiale, e che condusse alla morte migliaia di persone e all’esodo forzato delle popolazioni di lingua italiana che vivevano in quell’area, non può essere rimosso. Il giorno scelto per ricordare le vittime delle foibe e coloro che furono costretti a una migrazione forzata è un simbolo di pace. I tragici fatti del confine orientale ci siano da monito e ci spingano a ribadire oggi quei valori, che furono negati all’epoca, di pace, integrazione e convivenza tra popoli.

« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l'abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all'addome.... Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l'abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: "Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch'io"»
(Dal racconto di Licia Cossetto, sorella di Norma medaglia d'oro al valor civile)

sabato 6 febbraio 2010

LA CONCEZIONE DELLA DEMOCRAZIA


In merito all'incontro con le autorità avvenuto in data 06 febbraio 2010 presso la Sala Consiliare del comune di Ripa Teatina per segnalazione e prevenzione episodi di microcriminalità nel territorio di Ripa Teatina, il Segretario del Circolo PD di Ripa Teatina sollecitato dal Capogruppo Consiglieri Comunali di Minoranza per contribuire alla prevenzione dei problemi in oggetto, si presentava alla riunione accompagnato dal Capogruppo di Minoranza, ma veniva immediatamente allontanato dai Consiglieri di Maggioranza perchè, secondo loro, non invitato.

Ci chiediamo, la microcriminalità che ultimamente sta affliggendo il nostro paese è una questione privata o interessa tutti i cittadini di Ripa Teatina?

Ricordiamo che il Segretario di un Partito Politico non rappresenta soltanto se stesso, ma tutti gli aderenti e simpatizzanti del Partito medesimo.

giovedì 28 gennaio 2010

TESSERAMENTO PD 2010


L’Organizzazione Nazionale ha programmato tre giornate per l’apertura della campagna del tesseramento per il 29, 30 e 31 gennaio.
In queste giornate, il Circolo PD di Ripa Teatina sarà aperto il giorno sabato 30 gennaio dalle 16,00 alle 18,30 e domenica 31 dalle 08,30 alle 12,30 per accogliere iscritti, simpatizzanti ed elettori che vorranno rinnovare la tessera o iscriversi per la prima volta.
L’evento centrale si terrà sabato 30 gennaio dalle ore 16 alle 18,30, in cui ci sarà una diretta televisiva su YouDem che verrà trasmessa al circolo, con la presenza del Segretario Nazionale Pierlugi Bersani e di tutto il gruppo dirigente.

martedì 26 gennaio 2010

Davanti alla tragedia della Shoah, a nessuno è lecito passare oltre



di Graziano Esposito

All’alba del 27 gennaio 1945 i primi soldati dell’Armata Rossa che posero gli occhi su quel reticolato di ferro spinato che avvolgeva innumerevoli baracche di legno, non potevano ancora comprendere che stavano scoperchiando un crimine, le cui atrocità ha macchiato in modo indelebile la storia dell’umanità.
Auschwitz non era che uno, anche se il più grande, dei campi di concentramento che il regime nazista aveva disseminato per l’Europa per portare a termine la soluzione finale, lo sterminio del popolo ebraico.
Il germe velenoso della dissoluzione degli ebrei era già contenuto nel Mein Kampf scritto da Hitler nel 1924 in carcere, dopo il fallito tentativo di colpo di stato a Monaco.
Ma la politica razziale nazista si evolse progressivamente dal 1933 quando nel partito nazionalsocialista divenne sempre più radicale l’avversione per le minoranze tedesche, in special modo contro gli ebrei.
La base del pensiero hitleriano era l’idea di una società divisa in due categorie: la comunità popolare che doveva costituire la struttura sociale della Germania e gli stranieri della comunità, che comprendeva gli stranieri, gli individui di origine ebraica, gli indigenti, i “lavativi”, i portatori di handicap fisici o mentali.
Nel 1935 la persecuzione contro gli ebrei subì un’accelerazione con la promulgazione della Leggi di Norimberga. Esse sono scritte per “la protezione e l’onore dei tedeschi”; proibiscono i matrimoni e ogni rapporto sessuale tra persone ebree e persone non ebree poiché avrebbero generato impurità. Gli ebrei sono privati della cittadinanza e diventano sudditi di rango inferiore. Si definisce il concetto di persona subumana.
Nel novembre del 1938 si consuma la famigerata “notte dei cristalli”. Tra il 9 e il 10 novembre si scatena un terribile pogrom in tutta la Germania. Si camuffa da manifestazione popolare spontanea un’azione pianificata a tavolino da Goebbels. Sono saccheggiati negozi, bruciate sinagoghe, migliaia di ebrei sono internati e centinaia uccisi.
Nel 1941, dopo l’invasione sovietica da parte dei nazisti, le SS insieme con unità speciali di polizia, cominciano ad attuare operazioni di eliminazione di massa di intere comunità ebraiche.
Le prime camere a gas erano mobili, montate su speciali autocarri, all’interno dei quali è immesso il monossido di carbonio dello scarico della combustione.
Il 20 giugno 1942 si celebra la Conferenza di Wannsee (località poco fuori Berlino). Una riunione di lavoro di quindici gerarchi del regime nazista “professionisti” della morte per mettere a punto i dettagli organizzativi della “soluzione finale”. In pratica i nazisti mettono in moto la macchina infernale dello sterminio.
Il primo grande centro di eliminazione mediante camere a gas è allestito a Belžec in Galizia.
Nei mesi successivi entrano in funzione i campi di Sobibór e Treblinka. Questi centri utilizzano la tecnica delle camere a gas alimentate dall’ossido di carbonio emesso da motori a nafta.
Ma il campo tecnologicamente più raffinato, quindi più micidiale, è quello di Auschwitz località situato a 50 km da Cracovia.
Di Auschwitz si parla generalmente di un unico campo di concentramento, ma in realtà si tratta di un complesso che copre una superficie di 40 km quadrati, contenenti tre lager distinti: Auschwitz 1, Birkenau e Monowitz.
I deportati, a conclusione di lunghi e massacranti viaggi, giungevano nel lager. All’arrivo del treno sovente sulle banchine dello stesso scalo, era eseguita una prima selezione. Da una parte gli uomini, dall’altra donne e bambini. Una separazione rapida che non lasciava il tempo neanche per un ultimo saluto. I deportati poi si presentavano davanti ai medici che con un semplice gesto della mano dividevano le persone in base all’aspetto fisico. Gli abili al lavoro verso le baracche, le inferme, le mamme con i bambini, le donne incinte, gli anziani verso le camere a gas.
Per capire come funzionavano le camere a gas riportiamo letteralmente un rapporto stilato nel 1944 da due giovani ebrei slovacchi evasi dal campo di Birkenau. Dalla stanza di preparazione una porta e alcuni gradini conducono alla camera a gas, stretta e molto lunga, situata al livello leggermente inferiore. Le pareti di questa camera sono nascoste da tende che danno l’illusione di un’immensa stanza da bagno. Nel tetto, piatto, si aprono tre finestre, che possono essere chiuse ermeticamente dal di fuori. L’ambiente è attraversato da rotaie che conducono alla camera dei forni.
Così si svolgevano “le operazioni”. I disgraziati sono condotti nella stanza di preparazione , e si dice loro che devono fare un bagno e spogliarsi in questo locale, per convincerli che faranno davvero il bagno, due uomini vestiti di bianco consegnano un asciugamano e un pezzo di sapone. Poi vengono spinti nella camera a gas. Possono entrarci duemila persone, ma ciascuno non dispone strettamente che dello spazio per restare in piedi. Per riuscire a far entrare quella massa nel locale, si sparano ripetutamente colpi di arma da fuoco per obbligare le persone che sono già dentro a stringersi. Quando tutti sono all’interno si chiude con il catenaccio la pesante porta. Si aspettano alcuni minuti, probabilmente perché la temperatura della camera possa raggiungere un certo grado, poi alcune SS munite di maschere antigas, salgono sul tetto, aprono le finestre e lanciano all’interno il contenuto di alcune scatole di latta: un preparato sotto forma di polvere. Le scatole portano la scritta “Zyklon” (insetticida); sono fabbricate ad Amburgo. Si tratta probabilmente di un composto di cianuro che diventa gassoso a una data temperatura. In tre minuti tutti gli occupanti del locale sono morti. Finora non è mai stato travato all’apertura della camera a gas, un solo corpo che desse un segno qualunque di vita […]. La camera quindi viene aperta, areata, e il “Sonderkommando” comincia a trasportare i cadaveri su vagoncini piatti verso i forni crematori dove vengono bruciati.(Cfr. Bruno Segre, La Shoah, il Saggiatore, Milano 1998)
La Shoah non è soltanto campi di sterminio, camere a gas, forni crematori, ma anche qualcosa di più sottile e terribile: umiliazione, derisione, tormento, disumanità.
Primo Levi, nell’opera “I sommersi e i salvati” descrive la condizione dei deportati. All’inizio della sequenza del ricordo sta il treno che ha segnato la partenza verso l’ignoto.
La nudità del vagone era totale. Le autorità tedesche non provvedevano letteralmente a nulla: né viveri, né acqua, né stuoie o paglia sul pavimento di legno, né recipienti per i bisogni corporali. Qualche volta il convoglio veniva fermato in qualche stazione e venivano aperte le porte dei vagoni. Ai prigionieri era concesso di scendere per i bisogni impellenti ma di rimanere nei pressi dei binari. Le SS della scorta non nascondevano il loro divertimento nel vedere uomini e donne accovacciarsi come potevano, ed i passeggeri tedeschi esprimevano apertamente il loro disgusto: “gente come questa merita il suo destino, basta vedere come si comporta, non sono esseri umani ma bestie, porci”.
Ma come afferma Levi tutto ciò era solo il prologo.
Nella vita che doveva seguire, nel ritmo quotidiano del lager, l’offesa al pudore rappresentava una parte importante nella sofferenza globale. Non era facile, né indolore abituarsi all’enorme latrina collettiva, i tempi stretti ed obbligati alla presenza davanti a te dell’aspirante alla successione. Tuttavia, entro poche settimane, il disagio si attenuava fino a sparire; sopravveniva (non per tutti) l’assuefazione, il che è un modo caritatevole di affermare che la trasformazione da esseri umani ad animali era sulla buona strada. Probabilmente questa trasformazione da esseri umani ad animali non è stata mai progettata, mai formalmente dichiarata. Era una conseguenza logica del sistema. Un regime disumano diffonde ed estende la sua disumanità in tutte le direzioni, anche e specialmente verso il basso.
Le donne di Birkenau raccontano che, una volta conquistata la gamella (grossa scodella di lamiera smaltata), se ne dovevano servire per tre usi distinti: per riscuotere la zuppa quotidiana, per evacuare la notte, per lavarsi quando c’era l’acqua ai lavatoi.
Levi si pone la domanda: se gli ebrei dovevano morire, perché i nazisti non hanno ucciso le loro vittime dove si trovavano, cosa sicuramente più economica, anziché affannarsi a trascinarli con i loro treni per portarli a morire lontano dopo un viaggio insensato?
Veramente si è indotti a pensare che la scelta imposta dall’altro fosse quella che comportava la massima afflizione, il massimo spreco di sofferenze fisiche e morali. Il nemico non soltanto doveva morire, ma morire nel tormento.( Cfr P.Levi, I sommersi ed i dannati , Einaudi, Torino 1986.)
E doveroso ricordare che nella macelleria dei lager sono morti, oltre agli ebrei 500.000 zingari, 200.000 disabili, 10.000 omosessuali, 5.000 Testimoni di Geova e oltre un milione di dissidenti politici.
Con Vittorio Foa possiamo dire: perché dobbiamo ricordare? E che cosa bisogna ricordare?
Bisogna ricordare il Male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue: quando si pensa che uno straniero, o un diverso da noi, è un Nemico si pongono le premesse di una catena al cui termine, scrive Levi, c'e' il Lager, il campo di sterminio.
Veramente come afferma Giovanni Paolo II davanti alla tragedia della Shoah, a nessuno è lecito passare oltre.
La Shoah è presente nella storia dell’uomo come perenne ammonimento.
Ogni volta che si violenta la dignità dell’uomo, di qualsiasi colore, sesso o razza, si sente l’ombra di Auschwitz che fa capolino.
Concludiamo con una significativa scritta tracciata su un muro di Auschwitz: Non bisogna chiudere gli occhi davanti agli errori della storia, perché chi non conosce la storia è destinato a riviverla.

27 gennaio 2010 Giorno della memoria

Regione ''inChiodata''


"E' una Regione 'inchiodata' sui suoi problemi rispetto ai quali non c'e' nessuna risposta". Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Regione, Camillo D'Alessandro, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa per tracciare il bilancio dei 365 giorni di governo Chiodi. Per il rappresentante dell'opposizione rispetto ai vari problemi la Regione non e' 'protagonista ma figurante'. D'Alessandro ha fatto notare che nel 2009 32mila persone hanno perso il lavoro e le ore di cassa integrazione, rispetto al 2008, sono aumentate del 439,7 per cento e ne hanno beneficiato quasi 20 mila persone in piu'. Per quanto riguarda poi il dato sulle persone in cerca di lavoro, relativo al terzo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, la percentuale e' aumentata del 28 per cento. In relazione alle imprese artigiane il capogruppo del Pd ha aggiunto che 'dopo dieci anni per la prima volta il saldo tra cancellazioni e iscrizioni e' negativo'. Sulla sanita' D'Alessandro ha fatto notare che dopo un anno non c'e' stata nessuna riforma e sulla situazione di Villa Pini ha sottolineato che 'la Regione non se ne occupa. La nostra proposta - ha detto- di legare il personale alle prestazioni e' stata bocciata'. L'esponente dell'opposizione ha poi aggiunto che non sono stati revocati i ticket. D'Alessandro ha inoltre sostenuto che ad indebitare l'Abruzzo e' stato il governo di centro destra di Giovanni Pace. 'Quando si e' insediato il debito sanitario era di 173 milioni di euro. Alla fine del suo governo, nel 2005, era di oltre due miliardi di euro. Nel biennio 2008-2009, con il governo del centro sinistra, c'e' stata invece una riduzione del debito per effetto dell'approvazione del piano di rientro, sanitario e di riordino della rete ospedaliera'. Il capogruppo del Pd ha sottolienato che e' avvenuta la stessa cosa per il debito complessivo della Regione. 'Nel 2008- ha detto- la riduzione e' stata di 243 milioni d euro, nel 2009 di altri 263 milioni di euro'. Sul terremoto D'Alessandro ha proposto una legge sulla ricostruzione con un ruolo per i centri storici e ha auspicato un nuovo e diverso coinvolgimento delle imprese abruzzesi. Il consigliere regionale ha poi ricordato che e' stata depositata da tempo la richiesta di un osservatorio sulla ricostruzione e ha chiesto l'immediata ripresa delle attivita' economiche. Per quanto riguarda il bilancio regionale ha evidenziato che sono stati dimezzati i fondi destinati al sociale e lasciati soli gli enti locali. Per D'Alessandro poi manca una politica di sviluppo regionale e sono incerti i tempi della disponiblita' dei fondi Fas. Sulle societa' ed enti regionali ha sostenuto che non ci sono state riduzioni e riforme ma solo commissariamenti. D'Alessandro ha anche annunciato una mobilitazione a livello regionale attraverso manifesti e assemblee per illustrare le proposte del Pd. 'Inizia - ha concluso- un percorso per costruire, sui contenuti, sui temi e sulla verita' dei numeri, l'alternativa a questo governo regionale'.(AGI)

Il servizio di Rete8
Il servizio di TVSEI
TVSei video Regione InChiodata

CORSO BASE DI PROTEZIONE CIVILE

Il 2 Febbraio inizia il corso base di Protezione Civile all'Unione dei Comuni delle Colline teatine a cui fanno parte i seguenti paesi: Ripa Teatina, Casalincontrada, Vacri, Casacanditella, Villamagna, San Martino sulla Marruccina, Tollo.
Il corso è composto di 9 lezioni da 2 ore per un totale di 18 ore, ogni lezione si svolgerà in un paese diverso dei 7 paesi delle Colline teatine, una specie di corso itinerante.
Tali lezioni si svolgono tutti i Martedì e Giovedì dalle 19:00 alle 21:00 a partire dal 2 Febbraio fino al Sabato 13 Marzo in cui si consegneranno gli attestati di frequenza presso Ripa teatina che è il capoluogo dell'Unione dei Comuni.
Per ricevere l'attestato occorre frequentare l'80% delle lezioni, ma alcune di esse, dove l'insegnante si rende disponibile, saranno ripetute più di una volta e chi ha seguito la prima ripetizione, può non seguire la seconda, questo per facilitare la frequenza di tutti.
Il corso è completamente gratuito e da questo evento si vuole far nascere un nucleo di Volontari della Protezione Civile dell'Unione dei Comuni delle Colline Teatine dove partecipano cittadini di tutti i 7 Comuni, ma non solo, tutti si potranno iscrivere sia al corso che al nucleo di volontari.
Il corso è organizzato dal Gruppo volontari Protezione Civile NOT Chieti (Nucleo Operativo Teate), i certificati di frequenza sono rilasciati dal Presidente Not Chieti Antonio Mancini.
In Autunno ci sarà un'altro corso, organizzato dal Dipartimento di Roma e sarà la prosecuzione di questo, in modo da preparare le varie figure operative del futuro nucleo delle Colline teatine.
Per chi si vorrà iscrivere come volontario, comunque, non è obbligatorio seguire il corso, tutti i dettagli verranno comunicati all'apertura del corso che si terrà a Casalincontrada il 2 Febbraio.

Elenco degli argomenti:
1 - Etica del Volontariato - Martedi 2/2/2010 Casalincontrada.
2 - Cos'è la Protezione Civile (*) - Giovedì 4/2/2010 Ripa Teatina e Martedì 9/2/2010 Tollo.
3 - Primo soccorso - Giovedì 11/2/2010 Villamagna.
4 - Psicologia dell'emergenza (*) - Martedì 16/2/2010 Vacri; Giovedì 18/2/2010 Casacanditella.
5 - Autoprotezione del soccorritore - Martedì 23/02/2010 Casalincontrada.
6 - Rischi sismici (*) - Giovedì 25/2/2010 San Martino sulla Marruccina e Martedì 2/3/2010 Ripa Teatina.
7 - Rischio dissesto idrogeologico - Giovedì 4/3/2010 Tollo.
8 - Antincendio boschivo - Martedì 9/3/2010 San Martino sulla Marruccina.
9 - Primo contatto con modulo antincendio e questionario conclusivo - Giovedì 11/3/2010 Casalincontrada.

(*) Per gl'incontri ripetuti 2 volte è necessario partecipare una volta sola scegliendo la località preferita

Sabato 13/3/2010 Consegna Attestati a Ripa Teatina ore 17:00.

Lelezioni si effettuano nelle aule dei seguenti edifici dei rispettivi paesi:
Casalincontrada: Villa De Lollis
Tollo: auditorium
Villamagna: ........
Vacri: Centro sociale
Casacanditella: Sala polivalente
San Martino sulla Marruccina: centro sociale
Ripa Teatina: sala polivalente

Per informazioni:
Antonio Mancini 3382247463
Angelo Di Pasquale 3485421266 e-mail: angelocipo@live.it
Luciano Di Sipio 3299629396 (Riferimento di Ripa Teatina)

domenica 24 gennaio 2010

VANDALISMO

Nella notte del 24.01.2010 si sono verificati a Ripa Teatina diversi atti di vandalismo, la scorribanda notturna ha carettirizzato seri danni a diverse cose comuni e private. Risulta incendiato il pulmino della scuola calcio, distrutti gli specchietti retrovisori delle auto in sosta in via Inforzi, forzata la disattivazione dell'illuminazione pubblica nel centro storico, distrutti gli ornamenti floreali antistanti il Comune e per finire l'incendio nella palestra della scuola in via Roma. Accanirsi a danno o distruzione verso beni altrui per puro divertimento non merita giustificazione alcuna, ma è sicuramente un segnale di disagio che andrebbe analizzato e approfondito. Ma come cercare che tali atti non si ripetano? E' evidente che in una società che diventa sempre più tecnologica accresce la necessità di sfruttare quello che oramai è presente in molte città, la video sorveglianza. Laddove il controllo umano non basta forse questa potrebbe essere un sistema che, oltre ad identificare i vandali, possa distogliere dal commettere tali atti. Altro problema è sicuramente il disagio giovanile, un fenomeno assai diffuso nella società moderna che spesso sfocia in comportamenti gravi come quelli della scorsa notte. I comportamenti legati al disagio giovanile si identificano nella violenza individuale o di gruppo, in uso di sostanze stupefacenti, nell'uso di alcol, nelle gare spericolate e in altri atteggiamenti che violano le più elementari norme di comportamento, peraltro puniti dalla legge. Sicuramente tali comportamente sono dettati da fattori di varia natura: il consumismo sfrenato, la globalizzazione, i mass-media, l’ingordigia e l’odio. Non è da trascurare il modello di società che ci viene imposto, che non deriva dalla logica evoluzione dei modelli della tradizione, ma piuttosto da modelli prestabiliti e forzatamente inculcati dai mezzi di comunicazione di massa, da falsi miti, dalla pubblicità e da stereotipi che lasciano poco spazio alla fantasia e alla creatività individuale. A complicare il tutto si aggiunge la crisi della famiglia che diviene sempre meno il punto di riferimento. Dunque è compito delle amministrazioni locali in collaborazione con gli enti formativi, culturali e ricreativi presenti sul territorio, attivare politiche finalizzate al recupero dei giovani. La mancanza di lavoro, il bullismo, la dispersione scolastica e l’uso di stupefacenti vanno combattuti seriamente e certamente non solo attraverso la repressione, ma attivando politiche mirate che pongono in primo piano proprio il giovane e i suoi bisogni.

sabato 23 gennaio 2010

GRAZIE PINO

Con il consiglio Comunale del 22.01.2010 il Consigliere del Gruppo di Minoranza Giuseppe Cornacchia ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico amministrativo per sopravvenuti impegni personali.
La sua presenza per due mandati in Consiglio termina dopo quasi 8 anni, lasciando il posto al primo non eletto della Lista "Uniti per Ripa" Luciano Solinas.
Il consiglio unanime ha espresso parole gratificanti per il suo operato e per la sua persona.
Noi ci sentiamo di dire GRAZIE a Pino per il suo impegno profuso al bene comune ricoprendo il suo ruolo con serietà e responsabilità, sempre disponibile al dialogo e alla collaborazione.
Queste qualità ne ha da sempre risaltato la sua condotta umana e morale in modo esemplare.
Il Circolo PD di Ripa Teatina augura a Pino un in bocca al lupo per il futuro e per il suo successore Luciano Solinas porge i più fervidi auguri di buon lavoro.

venerdì 22 gennaio 2010

GESTIONE EDIFICIO EX SCUOLA CASALE


Nel 2005, con l’approvazione del progetto esecutivo, la Giunta Comunale ha iniziato i lavori di ristrutturazione della ex-scuola elementare di Contrada Casale.

Nel 2009 i lavori sono stati terminati a fronte di uno stanziamento totale di €292.00,00.

In data 7 dicembre 2009, in seguito al termine dei lavori di ristrutturazione, l’Amministrazione Comunale ha inaugurato la struttura dedicandola al compianto Sindaco Angelo Di Giovanni.

L’edificio è composto da quattro locali oltre i servizi, disposti al piano terra, per una superficie utile interna di circa 190 mq. oltre ad una area esterna, regolarmente recintata, di 600 mq.

Con deliberazione C.C. n°68 del 30.11.2009, all’unanimità, il Consiglio Comunale ha disposto l’affidamento in gestione dell’edificio ex-scuola elementare di Contrada Casale da destinare ad attività socio-culturale, sportiva e/o sanitaria per una durata di quattro anni rinnovabili, dando indirizzo di partecipare alla manifestazione d’interesse alla gestione dell’edificio ex-scuola elementare in Contrada Casale entro le ore 12 del giorno 29 gennaio 2010, secondo quanto disposto nel bando prelevabile dal sito del Comune di Ripa Teatina (CH) al seguente link: bando manifestazione d’interesse alla gestione dell’edificio ex-scuola elementare in Contrada Casale.

E’ una buona occasione per le Associazioni locali e non in cerca di una sede o di un luogo per curare le proprie attività, anche società che operano nel sociale o sanità possono usufruire di questa opportunità, è comunque un grande vantaggio per la comunità che la struttura torni funzionale per attività che siano di aggregazione e rivolte al sociale.

giovedì 21 gennaio 2010

Richiesta realizzazione area attrezzata con pensilina in via Iconicella


In data 21.01.2010 il circolo PD di Ripa Teatina ha consegnato al Gruppo di Minoranza del Consiglio di Ripa Teatina la richiesta di realizzazione di un'area attrezzata con pensilina per la fermata dei pullman in zona Iconicella, segue testo del documento:

"Si porta a conoscenza che la fermata dell’Arpa in prossimità dello svincolo dell’Iconicella risulta frequentata nei giorni feriali da oltre 20 ragazzi che si recano a scuola divisi in tre scaglioni dalle 7,10 alle 7,40.
In quegli orari il traffico del tratto stradale di via Arenile e via Arenazzo/S.Cecilia che confluisce nel tratto di via Iconicella comprendente lo svincolo dell’Iconicella, risulta essere intenso e spesso percorso senza il rispetto delle norme stradali.
Dall’incuria dei guidatori e dalla mancanza di condizioni di sicurezza per i pedoni, nasce un serio rischio per la sicurezza delle persone che sostano nell’area di attesa del pullman, in quanto, non essendo predisposta nessuna piazzola, i ragazzi sono costretti a sostare sulla striscia del limite carrabile non avendo possibilità di scampare un imminente pericolo perché impedito dal cordolo stradale che delimita il canale di raccolta delle acque piovane e la scarpata.
Pertanto, vista la pericolosità della strada in assenza di condizioni di sicurezza per i pedoni, si richiede di provvedere immediatamente, dove è posta la fermata dell’Arpa in prossimità dello svincolo dell’Iconicella, alla realizzazione di un’area attrezzata con pensilina, come già realizzato a spese del comune sulle strade provinciali nelle zone Casale e Feudo."

mercoledì 20 gennaio 2010

"INTERVALLO"


Da alcuni giorni è condiviso su facebook un video stile "intervallo" RAI anni '70/'80 che ritrae Ripa Teatina con dei suoi lati curiosi, noi lo abbiamo visto e siamo andati a curiosare. Ci si rende conto che il nostro occhio, pigro dall'abitudine, non nota che a Ripa Teatina ci siano anche dei luoghi abbandonati al degrado. Bene, la valutazione del nostro tour constata che c'è un certo dissesto dell'arredo stradale con buche, spartitraffico distrutti, strade dissestate e interrotte al transito, architetture di valore storico in stato di abbandono come le Chiese San Salvatore e Santo Stefano, anche se non di pregio storico, ma sociale, la struttura ASL (20 posti letto), la zona del Convento lasciata in balia del vandalismo a cominciare dall'Ex Monumento ai Caduti in disuso e ormai da rimuovere, le aiuole trascurate e la zona sottostante la piazza divenuta discarica e vespasiano, che dire dello splendido Belvedere di Via Inforzi se non che abbassando gli occhi si possano notare nella zona sottostante immondizie di vario genere.

E' un peccato che un paese così ricco di storia e di bellezze possa nascondere dei lati oscuri, sollecitiamo le autorità a rendersi conto di queste incurie e li esortiamo a porne rimedio.

Per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni in sosta per l'attesa dei pullman in zona Iconicella, nei prossimi giorni consegneremo all'Amministrazione la richiesta di adibire una piazzola attrezzata con pensilina.

P.S. Zona Industriale?

venerdì 15 gennaio 2010

Il nucleare delle bugie

Il governo, già in campagna elettorale, imbroglia i cittadini rifiutandosi di dire dove vorrà realizzare le centrali nucleari. Una scelta impopolare che viene rimandata a dopo le elezioni.

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito interrogato durante il Question time alla Camera dell’esponente del Pd Ermete Realacci sull'esistenza di possibili siti nucleari, dapprima ha temporeggiato, poi si è rifiutato di indicare l'elenco dei siti nucleari, preoccupato per gli effetti sulle prossime elezioni regionali, ma non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita a suo tempo dal Cnen (Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare), dato che i criteri di base per localizzare un sito per la costruzione di una centrale nucleare, rispettano le geo-morfologiche dell’Italia che non sono certo cambiate negli ultimi anni. Ciò significa molto semplicemente che degli oltre 40 siti della mappa nucleare dell'Italia, almeno due si trovano nel Lazio: uno è la zona costiera di Montalto di Castro, già scelta trent'anni fa per costruire una centrale atomica, l'altro è l'area alla confluenza del Tevere e del Nera tra Orte e Magliano Sabinaquesti, in quanto, in base alla mappa stilata a suo tempo dal Cnen, questi due siti soddisfano i requisiti richiesti dal nucleare, a cominciare dall'ampia disponibilità di risorse idriche.
Mentre ai cittadini viene tenuto nascosto dove nasceranno gli impianti nucleari, la lista è perfettamente a conoscenza non solo del governo ma anche delle imprese interessate all'affare: di recente l'ha ammesso candidamente lo stesso amministratore dell'Enel Fulvio Conti, dichiarando testualmente che "nemmeno sotto tortura avrebbe rilevato la lista".

La scelta del nucleare è certamente una scelta scomoda per gli amministratori locali e per vincere le elezioni, quindi la scelta è quella di rimandare il dove, il come e il quando parlare di nucleare al giorno dopo l'esito delle urne.

Il 26 aprile 1986 a Chernobyl ebbe luogo il più grande disastro della storia dell'applicazione pacifica dell'energia nucleare (Disastro di Chernobyl), fu talmente tale il terrore del ripetersi di un evento di tale portata anche nel territorio nazionale che l'8 novembre 1987 ai tre referendum sulle centrali elettriche nucleari, la maggioranza dei votanti si esprisse per la rinuncia all'energia nucleare. Considerati i risultati del referendum, il Governo procedette alla sospensione dei lavori della centrale di Trino 2, alla chiusura della centrale di Latina, alla verifica della sicurezza delle centrali di Caorso e di Trino 1 e alla verifica della fattibilità di riconversione della centrale di Montalto di Castro.

La soluzione ai problemi energetici del paese non è un ritorno al nucleare che, a questo stato di tecnologia comporta costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive, ma un forte investimento in efficienza, risparmio energetico, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili per affrontare le sfide che abbiamo davanti oltre ad accompagnare, aiutare, sostenere le scelte di imprese, istituzioni, cittadini che consentono di migliorare la qualità della nostra vita e la competitività della nostra economia, cogliendo le opportunità offerte dalla green economy, come avvine in Francia e nel Regno Unito dove investono per la realizzazione di impianti biogas alimentati con insilato di mais e insilato di piante intere.
Il biogas è una delle forme di produzione energetica più ecologiche al mondo, in quando può essere generato da liquame, letame, cibo e altri rifiuti, tutti agenti inquinanti che però, se utilizzati a dovere, potrebbero tornare più che utili.